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Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella
Dipinti: Acquerelli magici
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data pubblicazione: 23/01/2014
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Casimiro Piccolo Acqurelli magici

Gli acquerelli “magici” di Casimiro, composti fra il 1943 e il 1970, costituiscono una straordinaria rassegna di quel mondo intermedio che ha animato ed anima le mitologie quotidiane dell’Europa del Nord, ma che ha irradiato il proprio destino fino alle remote spiagge della Sicilia dei Piccolo.

Dall’Irlanda alla Germania, dalla Scozia alla Danimarca, i “popoli del Regno fatato”, come li chiamava il poeta Yeats, gnomi, coboldi, ninfe, sirene, silfi e salamandre costituiscono il repertorio immaginale che Casimiro ha saputo fermare nei propri acquerelli. Un mondo, quello degli “esseri elementali” che la passione poetica dei Piccolo, Casimiro e Lucio, ha trasportato dalle brume celtiche e anglosassoni alle luci abbaglianti dei crepuscoli siciliani.

E se è certo che Lucio, il poeta, fu un appassionato lettore di Yeats, Casimiro non lo fu certamente meno, perché non solo lo lesse, ma lo prese alla lettera, immaginando la sua contrada orlandina come il luogo di un crepuscolo meridionale dove non era difficile fare gli stessi incontri della lontana contea di Sligo. Casimiro non interpreta gli scritti di Yeats, e con lui di tutti gli scrittori esoterici che frequenta. Per lui, come per chiunque creda di attingere direttamente alle scaturigini del mito, quelle “visioni” poetiche sono la realtà stessa, mito e mondo coincidono completamente. Il suo “piccolo popolo” non è rappresentazione del divino, ma emanazione di esso.

In questo senso, la visione di Casimiro non è penetrazione di una realtà “altra”, ma è sprofondarsi nell’unica vera realtà, in un mundus imaginalis che è l’unico reale. Non stupisce dunque vedere i suoi acquerelli popolarsi di gnomi, silfi, folletti e coboldi, diventare un inventario per nulla ingenuo, del mondo degli spiriti elementali. Spiriti a cui sembra essere stato introdotto dal celeberrimo Libro di ninfe e silfi, pigmei e salamandre e altri spiriti del medico svizzero Philippus Aurelolus Theophrastus Bombast von Hohenheim, detto Paracelso, che costituì un vero e proprio sistema di parentele e di funzioni tra gnomi, elfi, silfi e salamandre. Per Paracelso, come per tutta la tradizione che giunge sino a Casimiro, gli spiriti elementari sono esseri che abitano una sorta di “mondo intermedio”, a metà fra la corporeità dell’uomo e l’impalpabilità dei fantasmi. Essi costituiscono delle emanazioni dell’archeus, esseri viventi che incarnano le qualità degli elementi fondamentali, la terra, il fuoco, l’aria e l’acqua, che vivono e muoiono come gli umani, ma non posseggono l’anima. Essi non discendono da Adamo, anche se hanno una certa somiglianza fisica con gli uomini, per lo più stravolta in tratti caricaturali, e si dividono in quattro genie fondamentali:

le ninfe, ovvero le ondine della tradizione tedesca, esseri dell’acqua per lo più femminili (ma anche maschili), di bellezza incomparabile e dunque destinate ad accoppiamenti con gli umani che ne vengono soggiogati sino alla morte. Essi hanno influenza sui temperamenti flemmatici e dai loro accoppiamenti nascono le sirene e i monaci.

Gli gnomi, ovvero i pigmei, esseri della terra, sottili e maggiormente incorporei, abitatori delle miniere di cui conservano i tesori e custodi delle radici delle piante. Nelle loro innumerevoli varianti (elfi, troll) sono per lo più benevoli servitori dell’uomo, anche se si legano ai caratteri melanconici. I loro figli mostruosi sono i nani;

le salamandre, ovvero vulcanidi o etnee, esseri del fuoco, luminose ed eteree, sono anch’esse guardiane dei tesori che conservano nelle regioni ignee del sottosuolo. Si legano ai caratteri sanguigni e collerici e, accoppiandosi, generano le scintille;

i silfi, detti anche silvestri, spiriti dell’aria, maschili e femminili, corpulenti perché costretti a vivere nell’ambiente più rarefatto, governano i venti e le intemperie. Hanno influenza sui caratteri biliosi e generano i giganti.

Casimiro fu affascinato da queste figure intermedie, disposte a rivelarsi agli uomini ma partecipi del piano astrale, dalla loro presenza impalpabile e pure dalla loro “consistenza”, dal loro essere testimoni di una natura animata che oggi incontrerebbe, e incontra, il plauso di una coscienza ecologica più matura.

Gli "acquerelli magici" sono in mostra permanente a Villa Piccolo, nella "Casimiroteca", il nuovo spazio espositivo interamente dedicato alle Opere di Casimiro Piccolo. 

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