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Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella
Agata Giovanna Piccolo
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data pubblicazione: 23/01/2014
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Agata Giovanna

Agata Giovanna, la maggiore dei tre fratelli Piccolo, nasce nel 1891. Particolarmente legata alla madre, Teresa Mastrogiovanni Tasca Filangeri di Cutò, trae da lei la passione per la cucina. Ad Agata Giovanna si deve il meraviglioso giardino di Villa Piccolo, che oggi rappresenta uno dei vanti della Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella: un parco naturale con una varietà di rari esemplari di piante, provenienti da tutto il mondo. Un trionfo di colori e di profumi, fra gelsomini, ortensie, iris, ninfee, agavi, cycas, rose e altre piante di rara bellezza.

Proprio Agata Giovanna, appassionata di botanica, è la prima a coltivare in Europa la Puya berteroniana, facendone arrivare una pianta dal Brasile e riuscendo a realizzare nel giardino da lei creato un habitat perfetto per la sua coltivazione. E la Puya è oggi presente in Sicilia esclusivamente a Villa Piccolo.

Insieme agli ingressi di paesaggi magistralmente raccontati dal poeta Lucio e alle magiche suggestioni della notte, immortalate nei dipinti di Casimiro, la meravigliosa opera d’arte botanica di Giovanna (così Agata Giovanna viene chiamata abitualmente dai suoi fratelli e dalla madre) completa la visione d’insieme dei tre Piccolo, in un unicum inscindibile. Il giardino diviene, in tal modo, la tela naturale nella quale il tratto dell’artista infonde la propria maestria.

Coltissima, fin da adolescente ama la lettura e oggi la Fondazione custodisce una ricca collezione di riviste d’epoca, a lei appartenute. Iscritta all’Associazione mondiale di floricoltura, parla correntemente tedesco, francese e inglese. Nell’Archivio storico, anche appunti, elenchi, quaderni di scuola dell'infanzia e dell'adolescenza. Agata Giovanna è, inoltre, uno dei soggetti preferiti dei ritratti di Casimiro.

Abbonata a “La cucina italiana”, per gli ospiti di Villa Piana prepara deliziosi ed elaborati piatti ispirati alla tradizione dei “Gattopardi”. Una cucina, la sua, che unisce in un appetitoso cocktail di sapori, eleganti elaborazioni della tradizione siciliana e piatti da cui emerge la forte influenza francese, poiché la bisnonna era vissuta per lungo tempo a Parigi. E così, alle verdure e ai frutti coltivati nelle campagne di famiglia, si associano i paté e i canapè provenienti d’oltralpe. Ricette apprese dalla madre e dai libri di cucina in lingua francese, tuttora custoditi nella biblioteca di Villa Piccolo.

Dopo la morte di Donna Teresa, è Giovanna ad amministrare i beni e i feudi di famiglia. Vive per lo più a Villa Piccolo e nelle sue rare uscite a bordo di una “Lancia Lamda” di colore nero, la gente la nota per la sua bellezza, nonostante la proverbiale riservatezza e timidezza: “La mia compagnia – scrive – sono stati i fiori e la cucina. Poi sono stata sempre ritirata in casa perché timida. Non ho viaggiato: sono stata soltanto a Messina, Capo d’Orlando e Palermo. In famiglia ci siamo occupati di parapsicologia. Mio fratello Casimiro un po’ di più; anch’io, ma poco”.

Dopo la morte di Lucio, d’accordo con Casimiro, anche Agata Giovanna devolve il proprio patrimonio alla Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella, riconosciuta ente morale nel 1972. Muore due anni dopo, il 14 giugno del 1974 a ottantatre anni.

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