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Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella
Gli studi botanici
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data pubblicazione: 23/01/2014
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studi

A Giovanna Piccolo di Calanovella si deve la sistemazione del parco di Villa Piccolo e la sua trasformazione in un lussureggiante giardino, arricchito da essenze arboree e piante rare. Fin da giovanissima nutre la propria passione per la botanica che, lungi dall’essere un vezzo snob, è per lei una vera e propria disciplina, che mette in pratica nel grande polmone verde, che circonda la casa dove vive insieme ai fratelli Casimiro e Lucio. 

A riprova dell’amore di Agata Giovanna per la natura, restano oggi le testimonianze di chi la conobbe e frequentò la villa. 

“Lo straordinario giardino – scrive Camilla Cederna – mi fu mostrato con amore dalla baronessa Giovanna: i tre bersò di glicini diverse; le distese di ortensie; le antiche, meravigliose, rose bianche. Straordinario incontro, straordinaria amicizia continuata anche quando, andando a fare i bagni a Tindari, mi recavo spesso a colazione da loro”. 

I suoi studi botanici le fanno intuire come a Villa Piccolo, e più precisamente in certi angoli del giardino, sia possibile coltivare e far crescere alcune specie di piante rare provenienti da diverse aree del pianeta. La più famosa fra queste è, senza dubbio, la Puya berteroniana mez, che fa arrivare dal Sudamerica. È lei la prima in Europa a coltivare, proprio a Villa Piccolo, tale pianta andina, dal bellissimo fiore blu e dalle antere di un intenso color arancio. Pianta, che cresce ancora oggi nel giardino della villa, sul terrazzo naturale che guarda il mar Tirreno e la piana di Capo d’Orlando, e che quando è in fiore richiama appassionati e curiosi, provenienti da ogni parte. La Puya di Villa Piccolo è, infatti, un esemplare unico in Sicilia. 

Proprio a questa rara pianta Agata Giovanna, insieme a Virgilio Germanà, dedica la sua unica pubblicazione, intitolata, appunto La “Puya Berteroniana Mez” coltivata in Sicilia. In questo breve volumetto ricorda come il primo a introdurre in Europa la Puya Alpestris sia stato il botanico-collezionista inglese Clarence Elliot al ritorno da una spedizione nel Cile e che nel 1950 il botanico italiano Antonio Raimondi abbia scritto della Puya Raimondii, da lui ritrovata sulle Ande boliviane a fine Ottocento. 

Nel dicembre del 1950 e nei mesi di gennaio e febbraio del 1951, a Villa Piccolo vengono piantati in alcuni vasetti diversi semi di Puya Alpestris. Dalle semine nascono alcune piantine e dopo tre trapianti annuali, otto esemplari vengono quindi piantumati nel terreno. Nel maggio del 1962, dopo undici anni dalla semina, avviene la prima, attesa, fioritura, durata circa tre mesi. “Le infiorescenze – scrive ancora Giovanna – hanno offerto una visione meravigliosa per la strana e particolare bellezza dei fiori, dai colori rari e brillanti”.“Visione meravigliosa” che a Villa Piccolo, dopo oltre cinquant’anni da quella prima fioritura, si è conservata inalterata. 

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